martedì 19 febbraio 2013

Mafe, Luca, le soglie e la crisi

Insperato e inatteso, fortuito e benedetto mi è arrivato in regalo da Mafe "il diritto di stare male, essere egoista e di arrabbiarmi, ogni tanto, per poi accettare che possiamo migliorare tutti, anche io e che "essere se stessi" non è il traguardo, è il punto da cui partiamo tutti".
E' un regalo prezioso, che insegna il valore dell'esperienza come viatico per la conoscenza, dell'introspezione  come balzo necessario per spiccare il volo.
Un balzo che si rende indispensabile e che passa attraverso la mia capacità di tagliare un cordone ombelicale emotivo con quanto è stato, per cercare nuovi lidi e altre forme espressive. Del resto "la soglia è interpretata come un passaggio obbligato non solo perché ci è inflitto dalla vita ma anche perché decidiamo di farci carico del frangente che stiamo attraversando; decidiamo, insomma, di essere, anche se nostro malgrado, protagonisti del dramma che stiamo vivendo".
Nel farlo, saluterò questi luoghi e la mia vecchia casa festeggiando quanto più possibile con le persone e gli incontri che hanno reso importanti questi anni di crescita. A incoraggiarmi in questa direzione, un incontro folgorante con una delle tante persone che amano l'Elba silenziosamente  e profondamente e che dedicano il loro tempo, la loro creatività e le loro energie alle proprie passioni. Si tratta di Luca Polesi, maestro d'arte visionario, direi io, perché ha il raro dono di saper guardare oltre le apparenze per immaginare forme e composizioni di materiali (rigorosamente riciclati) audaci e creativi, regalando una seconda vita alle cose.


Dedicherò a Luca uno spazio più ampio nei miei racconti ma al momento sento che quest'incontro e l'emozione che mi ha suscitato, mi aiutano a ad affrontare con la giusta energia e dose di entusiasmo un saluto all'Hotel Cernia per come vorrei che fosse: pieno di amore e gratitudine per quest'isola ma onesto, senza cocci in tasca, a tratti velato della tristezza che ammanta i saluti commossi. Ci saranno eventi e incontri e persone da conoscere e passioni da condividere e soprattutto una grande e spudorata dichiarazione d'amore per l'Elba, capace di sedurre moltissime persone che con grande creatività si impegnano a restituirle bellezza attraverso le loro opere.
L'isola viaggerà con me, ovunque io sia diretta e insieme a lei, tutti gli sguardi sinceri e puliti di chi come me, la ama e ne sogna un destino migliore di quello attuale.
A Mafe de Baggis e alla sua straordinaria limpidezza di pensiero, dedico queste mie righe tumultuose, con l'impegno di fare tesoro di tutto ciò che mi ha portato fin qui perché "La crisi (...) può diventare un’occasione per cogliere l’intensità del momento e per descrivere il mondo in un modo nuovo o restare un evento senza senso, subito e non compreso. Qualcosa che non ci farà cambiare perché non saremo riusciti a raccontarlo e a leggerlo o qualcosa che ci trasformerà perché saremo riusciti ad usarne l’intensità.”
Grazie Mafe, ti aspetto.