martedì 19 febbraio 2013

Dai diari del Cernia - premessa

Stamattina ho bevuto un buon capuccino con un'amica che il lavoro e i piccoli crucci quotidiani mi hanno fatto trascurare nel tempo.
E' stato un ritrovarsi, facendo il punto della situazione, guardarsi allo specchio e tentare piccoli bilanci. Mi è servito. Si, quest'incontro mi ha regalato un'idea, quello di lasciare un segno del mio passaggio.
Questa è l'Elba che amo, in un giorno di "qualunque bellezza"

Lavoro all'Hotel Cernia dal 1998 e da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata e, come spesso accade, pure rapidamente, quasi senza che me ne accorgessi. Il momento che vivo mi obbliga a una pausa, a un momento di riflessione che nel tempo non mi sono mai concessa  e credo di poterne trarre  vantaggio. Come? Cercando di capire come si è formata, nel tempo, la mia idea di ospitalità, il concetto di albergo  inteso come una piazza  (emotiva) aperta allo scambio e alla condivisione, dove sono bene accetti anche i residenti e gli ospiti di tutte le altre strutture, contrapposta a quella di hotel/villaggio  inteso come "riserva per turisti" con tanto di braccialettino colorato a amplificare il senso di appartenenza (una sorta di: "Tu sei mio e di qua non scappi" sussurrato dalle strutture che credono che fare accoglienza sia recintare un luogo fisico a mero utilizzo turistico da parte dei clienti fruitori).
In questi mesi ho in effetti capito che la scrittura ha il potere di curare, lenire, portare chiarezza negli anfratti di noi che siamo bravissimi a mantenere scuri per paura di guardarci dentro.
La scrittura sarà invece il mio faro, il mio filo rosso in un viaggio a ritroso nel tempo e nelle emozioni, che mi permetterà di comprendere il senso di quel "tanto" che in questi 15 anni è successo nella mia vita ma anche nell'azienda per cui ho lavorato con grande impegno e soddisfazione.
Prima di cominciare il mio viaggio, una precisazione: il mio approccio alla vita, prima ancora che al lavoro, è di tipo empatico. Questo significa che ogni scelta, ogni intuizione, ogni strada nuova imboccata nella precisa intenzione di realizzare attraverso l'Hotel Cernia un nuovo modello di ospitalità a tutto tondo, è nato dal semplice desiderio di dare concretezza a una serie di esigenze che io ho quando viaggio e sono in vacanza.
Filosofia di vita e di lavoro si intrecciano: mia figlia è stata parte integrante del mio viaggio al Cernia

Dall'idea della cucina emotiva legata alle storie che un territorio racconta, cosi come alla fortuna di vivere  un'isola ricca di erbe spontanee eduli, a quella delle camere poetiche, passando per le mostre d'arte, i concerti dal vivo e i pic nic al mare con gli ospiti, tutto parla la lingua del mio cuore, di quello cioè che io amo e desidero condividere e che credo sia quel valore aggiunto in grado di regalare senso (ed emozione) a un viaggio.
Nelle camere poetiche si vivono tappe importanti della mia crescita personale


Il primo passo che ho fatto inziando l'avventura all'Hotel Cernia, è stata infatti chiedermi: cosa significa viaggiare? Questo sarà l'oggetto del mio prossimo post....
Seguitemi, vi condurrò per mano dentro al mio sogno, vivremo emozioni inenarrabili, conosceremo persone preziose ovvero ospiti che si sono trasformati nei miei affetti più cari e vi mostrerò la dedizione e l'impegno di cui un gruppo di giovani collaboratori è capace se debitamente motivato a credere in un SOGNO e sullo sfondo Lei, l'oggetto del mio amore incondizionato: un'isola capace di rapirti e di sedurti con il suo sottile e persistente canto.

A presto e buona Elba a tutti! =)