lunedì 28 gennaio 2013

L'isolAmare di Francesca Groppelli

E pensare che ieri c'era un bel solicello e io ero lontana e sognavo la mia amata, le sue spiagge selvagge, le rocce assolate, i sentieri boscosi e oggi, che sono tornata sull'isola, è tutto un piovere nebbioso. Non crediate, anche oggi ha il suo perché.
Una tazza fumante di orzo, le candele di rito accese e per me si spalancano le porte del Paradiso e  sono pronta per la prima storia di isolAmare.
L'avevo detto, no? Mi piace l'idea che di un posto, al di là del numero delle spiagge, dei campeggi e dei locali serali aperti, si racconti la vita, le passioni, le esperienza di chi la vive, la ama, se ne prende cura, affinché il racconto diventi credibile e soprattutto si colori delle emozioni delle persone (perché, si sa, i luoghi li fanno le persone). Molti conoscono la vocazione minerari dell'isola, tanti associano all'idea dell'Elba quella di Napoleone e parecchi hanno sentito dire che qui si produce un ottimo vino passito (l'ha detto pure Mina, figuriamoci) 


ma quanti sanno che quest'isola ha la fortuna di essere profondamente amata da moltissime persone che da lei si lasciano ispirare?
Il racconto di isolAmare inizia con Francesca Groppelli, mia omonima, come me non nativa dell'isola ma assolutamente e inguaribilmente affetta da elbanitudine. Ho scelto di iniziare con Francesca perché è una donna che impegna molte energie e competenze nel cercare di tenere unito il contesto culturale dell'Isola e perché condivido pienamente la sua idea secondo la quale ciò che si riceve in qualche modo lo si restituisce e quest'isola, giuro, trabocca bellezza.




Francesca, solo 4 domande. Per iniziare, raccontaci chi sei
"Mi chiamo Francesca Groppelli, sono un' artista.Dopo gli studi di Pittura in Accademia a Milano, mi sono occupata di arte nella mia città d'origine,
Crema, in provincia di Cremona.
Nel 1983 ho ideato insieme al critico d'arte Paolo Ferrari la rassegna “Opera Aperta”. Hanno
partecipato diversi artisti, poeti, musicisti e un convegno sullo stato dell'arte contemporanea. Da tempo come artista ero “uscita” dallo spazio della tela che usa il pittore. Ne è risultata l'esigenza
di prendere possesso di uno spazio più ampio; di occupare con l'arte muri, piazze, luoghi della città.
All'interno del progetto il mio intervento è stato una installazione, “Agorà, che aveva l'intento tramite una proiezione di immagini di opere in restauro, di riqualificare e valorizzare un “luogo”, il Mercato Austroungarico a Crema. Uno spazio cittadino pubblico, un luogo deputato all'incontro e allo scambio delle merci in completo stato di abbandono. L'obiettivo che mi ero proposta era di sensibilizzare le persone alla salvaguardi ed al restauro dell'opera d'arte, (in quel caso una architettura) e dei beni artistici, dando loro nuovamente vita. Da quell'intervento è partita una riconsiderazione di quel pezzo di città “abbandonata” e ora a distanza di anni quel luogo viene utilizzato per interessanti mostre d'arte".

 


Da Crema all'Elba, perché?
"Sono arrivata all'Elba 27 anni fa. Ho amato l'isola da subito..... allora insegnavo e questo mi permetteva di passare sull'isola molto tempo. La spiaggia delle “Viste” era il luogo dove trascorrevo le mie giornate, guardando il mare, ma sopratutto lo Scoglietto. Alcuni anni fa, per amore, mi ci sono trasferita. C'è forse una ragione particolare per cui l'isola e l'acqua che la circonda attira a se le persone in ricerca e desiderose di sviluppare al meglio le proprie capacità? Parecchi artisti come me hanno deciso di vivere all'Elba o di soggiornarvi a lungo. Ora penso che anche il magnetismo delle sue rocce attiri a se con grande energia".


 
L'Elba per TE, puoi descrivercela? 
Da sempre penso che quello che una persona riceve debba restituirlo.
Per questo motivo ho fondato l'associazione culturale ArteElba, con l'intento di valorizzare il
territorio e di promuovere l'arte sull'isola.
Nel 2010 ho ideato e curato per il Comune di Portoferraio il Premio “Elba Arte Donna”,  per dare
visibilità al lavoro delle artiste presenti sull'isola.
Il Premio che ormai è diventato un appuntamento fisso, si svolge tutti gli anni a Marzo al Centro
Culturale De Laugier. In questi anni tante artiste, tante personalità di donne rivelate attraverso l'arte
che, come rammentano i dizionari, è un sostantivo femminile.
Per approfondire concretamente cosa un artista può dare a una città e a una comunità attraverso una
sinergia con l'organismo pubblico, posso raccontare inoltre il progetto NONSOLOARTE.
Una serie di mostre e incontri culturali che hanno animato le serate domenicali estive che si sono
svolte presso la Sede della Lega Navale Italiana a Portoferraio, in collaborazione con il Comune.
NONSOLOARTE ha portato alla rivalorizzazione culturale, ambientale, artistica, sociale di un
luogo, il Grigolo. Un intervento di Arte Pubblica teso a preservare un “luogo” di vita, dove la gente
può comunicare, giocare, riposare e contemplare! Stare Bene. La scrittura mi obbliga ad interrogarmi sul mio significato di essere artista. L'essere immersa completamente in quello che sto facendo, una vita dedicata a una idea di arte che non è legata al mercato, ma è espansione del proprio essere. Oggi per me l'Elba è motivo d'amore, per la sua cultura e la sua natura.
L'intera isola è disseminata di tracce che ci provengono dal passato. L'Elba è stata frequentata da grandi artisti. Nel 1926 vi ha soggiornato come turista per un periodo di riposo il grande artista svizzero Paul Klee. Egli visita l'Elba perché ci si può vivere tranquilli, immersi nella natura e nella bellezza. Un “luogo dell'anima”.... Il viaggio di Klee non fu solo fisico, ma d'esplorazione interiore, tra terra-mare e spirito; una ricerca che forse non ha uguali nella storia dell'arte moderna. Ho studiato e amato la poetica di questo artista e l'isola me lo ha fatto rincontrare. L'isola è quindi anche per me “scelta di vita”, “viaggio di scoperta” verso le origini, verso l'essere."




Per finire, Francesca, mi piace l'idea che isolAmare sia un passaparola di passioni e che ognuno partecipasse attivamente alla costituzione di questo girotondo di umanità e sensibilità unite dal grande amore per l'Elba. Quindi, prima di salutarti e ringraziarti di cuore per la disponibilità, ti chiedo, adesso vorresti che raccontassi l'isolAmare di Chi? E perché?
"Dico Claudia Lanzoni perchè credo che sia una persona con tanto cuore e che ami l'Elba, da non elbana, quanto me. Quello che sta facendo per Capoliveri non è solo lavoro."

Ammiro molto l'impegno di Claudia Lanzoni e in tutta onestà (ma non ditelo in giro) sono felice di continuare a raccontare di donne (del resto l'isola è femminile). Sarà un piacere continuare la storia di isolAmore ma una cosa è già evidente: qui il filo rosso è la passione!