domenica 2 dicembre 2012

#MYBTO: si può fare!


Non so se è stato il primo o il secondo giorno di BTO che, incontrando un ragazzo e iniziando a parlarci, questo mi ha detto che il bello della due giorni social fiorentina, è che si respira un'aria diversa, intrisa di ottimismo e di belle speranze... niente a che fare con il "mondo là fuori".
Sulle prime non ho risposto.
Capivo che qualcosa risuonava ma qualcos'altro non mi tornava.
Ho impiegato due giorni, una premiazione e uno speech per fare chiarezza dentro di me.
In effetti ho compreso che la magia di BTO, non è tanto quella di immergersi in un contesto di ottimismo e belle speranze, in contrapposizione con il "mondo reale". BTO è un'esperienza incredibilmente rigenerante (e che, vi garantisco, crea dipendenza) perché è li a ricordarti ogni istante che "si può fare".
BTO, ti ricorda in ogni istante che la passione e la dedizione fanno sempre la differenza, che basta spostare il fuoco dell'attenzione, cambiare anche un paio di piccole abitudini, riuscire a capire che l'utilizzo dei social non è avulso dalle nostre normali pratiche lavorative e che pertanto presidiarli non solo non è una perdita di tempo ma il nostro migliore investimento in termini di "ROI", a patto che si cominci a capire che quell'investimento è di natura UMANA e che pertanto, anzichè continuare a parlare di STRATEGIA MARKETING, sarebbe più utile inziare a soffermarsi sulla sua filosofia, su quel modo di ESSERE social che fa la differenza e che ne sottende un utilizzo virtuoso e potenzialmente virale.
Se, come  credo, social ci SEI e non ci FAI, BTO rappresenta senza dubbio un importante "calderone di informazioni", un incrocio di vissuti ed esperienze, accomunati dall'imprescindible valore della autenticità e della genuinità.
In un mondo che talvolta sembra andare implastifichendosi sempre di più, lavorare in un contesto che valorizza un modo di essere social, significa inziare  a percorrere la strada di un nuovo umanesimo delle coscienze, inziare a capire che il vero valore aggiunto siamo NOI e che insieme (non a caso ci si mette in rete in queste occasioni, ci avete mai pensato?) possiamo contribuire alla costruzione di una nuova consapevolezza; quella che non solo comprende che SI PUO' FARE ma anche che noi siamo la migliore "strategia marketing" che si possa sperare di adottare per la nostra azienda perchè la differenza la fanno davvero le persone. Non so quando e grazie a chi, abbiamo smesso di credere in noi stessi, abbiamo iniziato a presupporre che fossimo numeri e/o codici a barre da impiegare in una lunghissima e anonima catena di montaggio ma so che adesso i tempi per una nuova consapevolezza dell'etica lavorativa e non solo, sono maturi. A conferma di ciò, ho twit e post, messaggi privati e abbracci, strette di mano e biglietti da visita, richieste di consulenza e inviti in meravigliose realtà italiane gestite da chi, con passione e dedizione, cerca di metterci cuore e passione in quello che fa e non ce la fa ad arrendersi all'imperante modello globalizzante e impersonale che ci vuole schiavi della paura della "crisi". Queste persone, come me, chiedono occasioni -  ce ne vorrebbero cento di BTO in un anno! -  per riaccendere la fiamma della speranza e tornare a credere che SI PUO' FARE. Non voglio farmi fregare dalla tentazione di un retorico giro di ringraziamenti, mi rifugio lesta in un grande abbraccio che sono certa arriverà a destinazione.