lunedì 4 marzo 2013

Siena: per le vie del borgo

Per Siena si cammina in silenzio.
Le strade conducono al suo cuore in un saliscendi di bellezza.
I prodotti tipici la fanno ancora da padrona, grazie alla grande quantità di materie prime eccellenti che fanno della Toscana tutta, una regione di particolare pregio enogastronomico





Passeggiando lungo Via Camollia ho pure scovato l'Osteria Titti da Duccione (peccato non fosse l'ora di pranzo, mi sarei fermata volentieri a mangiare.... su un vinile!).


Ma la cosa che davvero non bisognerebbe dimenticare di fare venendo a Siena, è camminare col naso all'insù perché...  








L'importante è sapere che l'attività può creare dipendenza (a un certo punto, mi sono accorta, trascorrevo più tempo a guardare in alto che davanti a me) e qualche incidente di percorso con le persone che vi camminano incontro ma fortunatamente l'area pedonale è piuttosto estesa per cui, al massimo, avrete qualche diverbio passeggero e niente più.

Se proprio dopo tanto camminare aveste voglia di un buon the, le mie compagne di avventura sono rimaste particolarmente colpite dalla tea room vicino alla Piazza del Mercato. 


Io, che l'ho solo vista perché come al solito a forza di camminare avevo fatto tardissimo, posso solo confemrare che l'ambiente è molto confortevole e originale perché si siede su poltrone e divani, circondati dal profumo di ottime torte fatte in casa e una gran quantità di tisane e the. La volete sapere tutta? Sembra un pò la casa di Alice nel Paese delle Meraviglie, ecco.


Se invece dopo la passeggiata è l'ora di pranzo e avete voglia di mangiare qualcosa di tipico in una bella cornice nel cuore del centro storico, vi rigiro un'altra dritta della mia amica Barbara che mi ha consigliato di fermarmi a pranzo all'Enoteca i Terzi in Via Termini. Ovviamente per trovarla mi sono fatta aiutare dai passanti  e mi sono divertita un sacco.



Il locale è molto bello e la carta decisamente appetitosa e mescola tradizione e stagionalità con freschezza e semplicità. Ho anche trovato con facilità la possibilità di ricaricare il mio cellulare, particolare gradito in tempi 2.0.
Adoro i carciofi e in questa stagione sono buonissimi, così non ho resistito al tortino di carciofi con pomodorini e pancetta croccante mentre il mio amore per la zucca mi ha permesso di assaggiare un buon risotto.



Il servizio è curato con gentilezza e disponibilità e, piccolo particolare ma si sa che io bado alle sottigliezze più che ai grandi proclami, quando sono andata per pagare e ho iniziato a frugare per gli spiccioli, sono stata invitata con gentilezza ad accettare che mi offrissero un caffè. Un gesto piccolo e semplice ma per questo per me ancora più gradito.
Mi sento di dire con estrema onestà, che ovunque io abbia bussato ho trovato persone molto cortesi, estremamente disponibili e disposte a venirmi in aiuto (si, avete capito bene: ho chiesto un sacco di volte indicazioni per trovare la via ma solo per scrupolo, eh!?).

Nel pomeriggio ho visitato il meraviglioso Complesso del Duomo di Siena e sono scesa fino ai lavatoi di  Fontebranda, attratta dalla storia di Santa Caterina e dalla magnifica basilica di san Domenico nella quale, con mia grande sorpresa, ho anche assistito a una messa cantata...


Sicuramente una giornata a Siena è davvero poca cosa, nel senso che la città richiede più tempo  e più spazio e poi ancora silenzio e ascolto per essere davvero compresa e visitata con attenzione, per cui mi rammarico di poterne dare solo delle piccole pennellate, degli accenni lievi ma senz'altro sentiti. La verità è che ci sono storie e segni, luoghi e situazioni che è difficile spiegare. Siedi in una chiesa, sei sola, circondata da maestosa bellezza e poi d'improvviso assisti sorpresa a una  piccola funzione cantata e ti trovi circondata da anziani del luogo che sussurrano parole, partecipano ai canti. Socchiudi gli occhi e sei parte di un racconto millenario, fatto di persone, luoghi, fede e ti sembra impossibile raccontarne. Ecco cosa e' anche, per me, un blog tour a Siena.


La basilica di San Domenico domina i lavatoi di Fontebranda

(To be continued)