giovedì 2 maggio 2013

Di ContaminAzione virtù

Da tempo ho in mente di voler scrivere questo post, più o meno da quando, quella domenica di festa per #springelba13, ho visto riunirsi una gran bella umanità elbana sotto il tetto del "fare".
Del senso dell'iniziativa volta a radunare 9 persone che, vivendo l'isola tutto l'anno, abbiano il sentire di restituirle bellezza e poesia attraverso le loro opere, avevo già scritto qua ma come sempre accade, vivere l'esperienza è sempre più emozionante di quanto non lo sia pensarla.

Vivo su quest'isola da 15 anni ormai, tra alti e bassi strutturali che sono propri di chi, come me, l'isola l'ha scelta  e la sua scelta la conferma ogni giorno, spesso a dispetto di difficoltà, incertezze, nostalgie vaghe.
Vivere un'isola, mi spiace ripetermi visto che ne ho scritto spesso, è un esercizio di continuo allineamento interiore, perché induce a un confronto diretto, senza mezzi termini, con il senso del limite che si traduce immediatamente in metafora esistenziale.
Terra di conquista e di "contaminazioni" culturali, appunto, l'Elba ha mantenuto nel tempo il suo fascino selvaggio mescolandolo a una ritrosia, a volte solo apparente, che ne ha decretato una crescente difficoltà nel tempo ad aprirsi al cambiamento, a evolvere nuove strategie di comunicazione e di sviluppo.

Luca Polesi: di lui scriverò, fidatevi :)

Incontrare nove persone (per lo più a me sconosciute fino a poco tempo fa) unite dalla stessa passione per un'isola che, in chi la ami, sviluppa un naturale senso di riconoscenza per quel "tanto" che ha continuamente la possibilità di vivere, ha avuto per me il sapore di un riconoscersi, di un "vedersi", al di là dei quotidiani abiti professionali e relazionali, intravedendo una umanità con tratti somiglianti, spesso spiegazzata e abituata a nascondersi tra le righe del quotidiano ma pur sempre viva e vitale e desiderosa di incontrare nuovi stimoli.

Francesca Burrascano interpreta a meraviglia lo spirito delle ContaminAzioni in giardino

Con questo comune sentire, si sono incontrati Martina, Paola, Cristina, Beppe, Mario, Michele, Luca, Francesca  e Lara: ognuno di loro ha una storia d'Elba nel cuore, uno proprio sguardo sul reale, un modo di interpretare in modo creativo e costruttivo la vita su un'isola che, altrimenti, rischia di diventare schizofrenica nel suo andamento stagionale.


Ho provato emozione nel fare parlare dell'Elba attraverso gli intrecci di viburno e castagno che Mario, elbano di 93 anni,   mescola  alla sua grande umanità e a  un raro  garbo silenzioso, regalando allo stupito spettatore cesti e storie d'isola di impagabile bellezza.

Attacco di meduse riciclate acura di Lara Castels

Anna Paola Fadda ci fa viaggiare con le sue storie di pesci sognanti

Credo che per chi è passato di qua in quei giorni, #springelba13 abbia rappresentato un accesso privilegiato, perché estremamente autentico, sulle storie di un luogo che, come sempre, vengono interpretate e raccontate dalle persone macredo  anche che si sia trattato di  una grande opportunità di contatto e crescita per il territorio. Sono infatti convinta che l'isola abbia bisogno di crescere e lo possa fare attraverso lo scambio delle persone, in un virtuoso mettersi in rete, aumentare le competenze e le conoscenze, mettersi a servizio di altri in un reciproco scambio d'arte (di vivere, prima di tutto).

Il linguaggio dei fiori di Cristina Sammarco Pennetier

Martina Corsi e i legni di mare

L'equilibrio dell'ulivo di Giuseppe di Simone

La pittura naturale (con piante e terre dell'isola) di Michele Nardi


La mia segreta speranza è  che da questa colorata commistione di storie, possano nascere forme espressive altre, diverse, frutto del "meticciato creativo", del mettersi in rete, del fare squadra, dell'intravedere nuove opportunità di crescita a partire dalla condivisione e non dalla competizione.
In un sistema che fa acqua da tutte le parti, io credo che ognuno sia chiamato in causa a contribuire alla costruzione di un modello di vita (e quindi economico) diverso, basato su forme di scambio, cooperazione, interazione e integrazione del tutto nuove e per questo potenzialmente assai allettante, considerato il momento storico che stiamo vivendo.

I pesci poetici di Anna Paola Fadda


Un ringraziamento sincero e allegro lo rivolgo alle nove persone che con spirito collaborativo e gioioso, hanno partecipato "all'esperimento contaminate", accettando di buon grado l'idea che ognuno portasse il proprio saper fare mettendolo a dispozione del gruppo (una citazione su tutte va al buon Luca Polesi che, avendo sistemato per tempo il proprio spazio, si è adoperato in tutti i modi per aiutare le altre persone che stavano allestendo).

Mario e i suoi 93 anni di bellezza


Sono questi momenti di bella umanità che rendono il mio vivere l'isola particolarmente emozionante e che danno, a mio avviso, senso a una storia dell'Elba fatta di persone, situazioni, passioni e interessi per come amo proporla a voi e per come io credo si dovrebbe iniziare a proporre l'isola.